Presentazione

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Dopo la “Primavera di Palermo” degli anni Novanta la Mafia, e in generale la malavita organizzata, non è mai stata considerata una vera emergenza nazionale, ma sempre come una componente endemica della società meridionale. La strage di ferragosto a Duisburg in Germania, gli eccidi di Barcellona, i documenti rinvenuti sui traffici illeciti con la Mafia cinese, i  riciclaggi delle industrie del Nord Italia -esempi significativi di ecomafia - hanno invece dimostrato che ormai anche la “mafia”  si è globalizzata, ed è oggi molto più potente di quegli anni.

È per questo motivo che oggi più che mai è necessario discutere di mafia soprattutto con i giovani, per fornire loro strumenti di comprensione e analisi di una realtà ben presente nelle loro vite e che incombe sul loro futuro.

 

La scuola non può sottrarsi al ruolo che le è proprio: educare i giovani a capire che solo nella legalità democratica ci sono vere opportunità di sviluppo e di giustizia.

© 2009 Gianmarco Brocchi

Ha scritto don Ciotti, Presidente nazionale di Libera, Se vogliamo evitare tanto il rischio di una denuncia che veda il male solo all’esterno di noi quanto la tentazione di ripiegarci su noi stessi (“in fondo non mi riguarda, cosa posso fare io per contrastare fenomeni così distanti dalla mia quotidianità?”) dobbiamo iniziare il cammino dal nostro piccolo orizzonte convinti  che i dati…non ci parlano di un altro mondo, ma del nostro: dove viviamo, dove consumiamo la nostra esistenza e dove nessuno di noi può permettersi il lusso dell’estraneità a quanto lo circonda o, peggio ancora, dell’indifferenza e della disattenzione.


Le vittime e i protagonisti di questi “affari” non sono lontani dai nostri ambienti quotidiani. Solo a partire dal riconoscerci coinvolti e “toccati” da queste ingiustizie possiamo contribuire a creare quelle premesse che preparano e contribuiscono a creare cambiamento… Tra “ignoranza” e “sapere” scegliamo la seconda strada: convinti che chiudere gli occhi coincide molte volte con una vera e propria complicità con le forze che operano nell’illegalità e contro la speranza dei meno garantiti”. La scuola non può dunque sottrarsi al ruolo che le è proprio: educare i giovani a capire che solo nella legalità democratica ci sono vere opportunità di sviluppo e di giustizia.

 

Il progetto nasce da una duplice istanza: un’esigenza profondamente  sentita da alcuni educatori di promuovere e diffondere una cultura della Legalità, partendo dalla scuola, dall’altro una richiesta esplicita avanzata da un gruppo di studenti,  di trattare più approfonditamente alcuni temi riguardanti il fenomeno mafioso. Tale curiosità nasce nell’ambito delle attività connesse con il progetto “Incontro con l’autore”, svolto nell’a.s. 2007-’08, durante il quale gli alunni di tre classi quarte del Dini (IV B, IV I e IV L) hanno avuto l’opportunità di incontrare dal vivo alcuni autori -di cui avevano letto i testi-, e riflettere su alcune tematiche connesse col fenomeno malavitoso. La lettura del libro di Saviano “Gomorra” e la successiva visione del film hanno contribuito ulteriormente ad alimentare la curiosità e la voglia di approfondimento.

Il progetto è destinato agli studenti del triennio del Liceo Dini, e in particolare alle tre quinte coinvolte, ma prevede momenti di sensibilizzazione aperti anche a studenti di altri istituti. Sono tali:

  1. Le visioni dei film: tra i quali  “Gomorra”, “I cento passi” e “La siciliana ribelle” presso il cinema Arsenale;

  2. Gli incontri con La carovana Antimafia e con gli studenti che hanno partecipato alle campagne di Libera-Terra sui terreni confiscati alle Mafie.

  3. Gli incontri-dibattito, con testimoni della lotta alla criminalità organizzata, si terranno invece nell'Aula Magna del Dini e saranno destinati solo agli alunni interni. In questo contesto sono previste conferenze sul tema e confronti con autori, secondo le modalità già sperimentate nel Progetto “Incontro con l'autore”.